Questo volume nasce da un progetto di rilettura del poema omerico destinato alla scena teatrale. Baricco smonta e rimonta l'Iliade creando ventun monologhi, corrispondenti ad altrettanti personaggi del poema e al personaggio di un aedo che racconta, in chiusura, l'assedio e la caduta di Troia. L'autore "rinuncia" agli dei e punta sulle figure che si muovono sulla terra, sui campi di battaglia, nei palazzi achei, dietro le mura della città assediata. Tema nodale di questa sequenza di monologhi è la guerra, la guerra come desiderio, destino, fascinazione, condanna. Un'operazione teatrale e letteraria insieme, dalla quale emerge un intenso sapore di attualizzazione, riviviscenza, urgenza, anche morale e civile.
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LA BANALITA' DEL MALE DI HANNAH ARENDT - FELTRINELLI
A sessant’anni dalla pubblicazione, uno dei libri più importanti del Ventesimo secolo torna con una nuova prefazione di Ezio Mauro.
«Le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoché normale, né demoniaco né mostruoso.»
Otto Adolf Eichmann, uno dei comandanti delle SS responsabili dell’organizzazione della cosiddetta “soluzione finale”, fu processato nel 1961 a Gerusalemme, avendo commesso crimini contro il popolo ebraico, crimini contro l’umanità e crimini di guerra sotto il regime nazista. Hannah Arendt assistette al processo come inviata del “New Yorker” e ne nacque un libro scomodo, che pone le domande che non avremmo mai voluto porci e dà risposte che non hanno la rassicurante certezza di un facile manicheismo. Il suo resoconto, spiega Ezio Mauro nella sua prefazione, è “il tentativo di recuperare una misura umana di razionalità che consenta di mandare avanti il mondo dopo Auschwitz”: è un’esplorazione attenta e appassionata del contesto storico e politico, un’analisi del tempo nazista, indispensabile per capire come quella quotidianità ordinaria e mediocre abbia potuto farsi strumento dell’orrore. Questo
"Oceano mare" racconta del naufragio di una fregata della marina francese, molto tempo fa, in un oceano. Gli uomini a bordo cercheranno di salvarsi su una zattera. Sul mare si incontreranno le vicende di strani personaggi. Come il professore Bartleboom che cerca di stabilire dove finisce il mare, o il pittore Plasson che dipinge solo con acqua marina, e tanti altri individui in cerca di sé, sospesi sul bordo dell'oceano, col destino segnato dal mare. E sul mare si affaccia anche la locanda Almayer, dove le tante storie confluiscono. Usando il mare come metafora esistenziale, Baricco narra dei suoi surreali personaggi, spaziando in vari registri stilistici.
"Il cibo ha una storia spaventosa, eroica, miracolosa. La scrittura sacra contiene narrazioni di provviste dal cielo. La parola fame è stata più temuta della parola guerra, della parola peste, di terremoti, incendi, inondazioni. Si è ammansita presso di noi l'ultima virata di bordo del secolo, permettendo insieme alla medicina la prolunga inaudita dell'età media. Si è costituita una scienza dell'alimentazione. Lentamente le porzioni si sono trasformate in dosi, le etichette forniscono l'apporto in calorie. Sono di un'epoca alimentare precedente a questa, basata sulla scarsa quantità e varietà. Mi è rimasto in bocca un palato grezzo, capace di distinguere il cattivo dal buono, ma povero di sfumature intermedie. Ho le papille del 1900. Qui ci sono storie mie di bocconi e di bevande, corredo alimentare di un onnivoro." Così scrive nella premessa Erri De Luca, che subito ci conduce con il suo stile inconfondibile fra odori e sapori che raccontano di lui ma anche di un mondo perduto di pranzi della domenica al profumo di ragù, di pasti consumati in cantiere e nei campi base in ascesa sulle vette, e di osterie, dove le generazioni si mischiavano, "stanze di popolo". Un mondo che si fa materia e trasmissione di cultura anche grazie alle ricette di sua nonna Emma e della zia Lillina, fedelmente trascritte dalla cugina Alessandra Ferri e condivise con i lettori in questo libro. Le pagine trovano infine felice contrappunto in alcuni interventi del biologo nutrizionista Valerio Galasso, che riprende dal punto di vista scientifico queste storie di cibo familiare, approfondendone il valore e offrendo una chiave per un sano comportamento alimentare.
Varcare il confine vicino a Metz, attraversare il Württemberg e la Baviera, raggiungere in treno Vienna e Budapest, proseguire a cavallo per la steppa russa, superare gli Urali e la Siberia, costeggiare il lago Bajkal e ridiscendere il fiume Amur fino all'Oceano. Poi, fermarsi a Sabirk ad aspettare una nave di contrabbandieri olandesi. È così che nel 1861 Hervé Joncour, che compra e vende bachi da seta, arriva in Giappone. È così che arriva al suo destino, che ha il volto di una ragazzina.
Qui si racconta la storia vera di tre bambini - le sorelle Liliana (per tutti Tatiana) e Alessandra (Andra), di quattro e sei anni, e del loro cuginetto Sergio - deportati ad Auschwitz con madri, nonni, zii. Si racconta di famiglie spezzate e dell'ostinazione di due madri sopravvissute al lager nel cercare i figli. Per le due bambine il 27 gennaio 1945, giorno in cui le truppe sovietiche fanno il loro ingresso ad Auschwitz, non segna un lieto fine, ma l'inizio di una nuova odissea che le porterà prima a Praga, in un orfanotrofio della Croce Rossa, poi in Inghilterra, in una casa di accoglienza per piccoli ebrei. Come in una favola, una rete di ricerche lanciata dall'Italia, forte come una speranza mai abbandonata, le riporterà a casa. Sergio però non tornerà: finirà vittima di un inganno ordito contro venti bambini per assicurare a un medico nazista cavie umane per i suoi esperimenti. L'orrore della fine sua e degli altri diciannove bambini resta seppellito per anni con le prove della strage rimasta impunita finché Gunther Schwarberg, giornalista del settimanale tedesco "Stern", riuscirà a denunciarlo. Ma questa è anche la storia di Gisella, la mamma di Sergio, che fino alla morte continuerà a cercare il figlio in ogni angolo d'Europa rifiutandosi di credere che possa essere stato ammazzato. Grazie alle testimonianze di Tatiana e Andra Bucci, del fratello di Sergio Mario De Simone, di Gunther Schwarberg, e con un'accurata ricerca documentaria, Titti Marrone ha ricostruito l'intera vicenda per la prima volta nel 2003, facendo luce su una delle pagine più buie della storia umana.
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I RAGAZZI DELLA VIA PÁL DI FERENC MOLNÁR - DE AGOSTINI
Due bande rivali di ragazzi danno vita a una piccola guerra per il possesso di un campo abbandonato che si affaccia sulla periferica via Pàl. Inizia la guerriglia con il furto della bandiera di via Pàl più volte recuperata e persa nella difesa disperata del luogo dei sogni. Nella battaglia finale il più piccolo, il soldato semplice Nemecsek ammalato di polmonite, scappa dal letto per incoraggiare i compagni: il suo sacrificio sarà inutile. Il ragazzo morirà qualche giorno dopo senza sapere che il campo è stato venduto per lasciare posto alla costruzione di un altro palazzo.
Intrecciando passato e presente, Allende racconta la storia di due personaggi indimenticabili alla ricerca di una famiglia, scrivendo una testimonianza delle scelte dolorose a cui i genitori sono costretti e una lettera d’amore per tutti quei bambini che sopravvivono a ogni difficoltà senza smettere mai di sognare. “Un romanzo che parla dell’oggi, che obbliga a riflettere e fa emozionare.”
Vienna, 1938. Samuel Adler è un bambino ebreo di sei anni. Durante la Notte dei cristalli, quando la famiglia perde tutto, la madre lo mette su un treno diretto in Inghilterra per salvarlo. Samuel inizia così una nuova vita, sempre accompagnato dal suo fedele violino e dal peso dell’incertezza e della solitudine. Arizona, 2019. Anche Anita Díaz e sua madre salgono su un treno, questa volta per sfuggire a un pericolo imminente nel Salvador e cercare rifugio negli Stati Uniti. Ma al loro arrivo la nuova politica di separazione familiare le divide e Anita, sette anni, si ritrova da sola in un centro di accoglienza a Nogales. Lontana da tutto ciò che le è familiare, si rifugia in un mondo magico di sua invenzione, mentre una giovane assistente sociale tenta in ogni modo di ricongiungerla alla madre.
Numero di carte: 40 carte x 2 mazzi Retro: Palloncini gialli, rossi, blu su fondo rosso e su fondo blu Materiale: Cartoncino duplex (0,3 mm; 320 g/mq) Tipo di gioco: Gioco per le Famiglie Contenuto della confezione: 80 carte Format: 66x100mm
Il set di pastelli Seven Mina 4.0 include 12 matite colorate di alta qualità. Queste matite, con la loro mina da 4.0 mm, sono ideali sia per un uso scolastico che per ufficio. Forniscono una gamma di colori vivaci e intensi, ideali per disegnare, colorare e decorare una varietà di progetti artistici.
Il set comprende un'ampia varietà di colori, permettendo di coprire tutte le esigenze creative. Le matite sono realizzate con una robusta mina che garantisce una lunga durata, permettendo a studenti e artisti di creare senza interruzioni.
Ogni pastello è dotato di uno spazio per scrivere il nome, una caratteristica utile soprattutto in ambienti di classe, dove i materiali possono facilmente essere confusi o persi. Questo aiuta a mantenere l'organizzazione e la responsabilità personale.
Questo set di pastelli Seven Mina 4.0 è confezionato in una robusta scatola per garantire la sicurezza e la facilità di trasporto. Un ottimo strumento per stimolare la creatività e l'espressione artistica, il set di pastelli Seven Mina 4.0 sarebbe un perfetto regalo per qualsiasi studente o artista.
Il set di pastelli Seven Mina 4.0 include 18 matite colorate di alta qualità. Queste matite, con la loro mina da 4.0 mm, sono ideali sia per un uso scolastico che per ufficio. Forniscono una gamma di colori vivaci e intensi, ideali per disegnare, colorare e decorare una varietà di progetti artistici.
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Ogni pastello è dotato di uno spazio per scrivere il nome, una caratteristica utile soprattutto in ambienti di classe, dove i materiali possono facilmente essere confusi o persi. Questo aiuta a mantenere l'organizzazione e la responsabilità personale.
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