Raskol'nikov è uno studente che, mosso tanto della miseria quanto dall'orgoglio intellettuale, si risolve a progettare e a compiere l'omicidio di una vecchia usuraia. I rimorsi e i dubbi legati a questo atto assoluto minano le sue convinzioni filosofiche e lo fanno precipitare in uno stato allucinato e febbrile. In una Pietroburgo afosa e inquieta, il giovane vaga senza requie, dando inizio a un lungo percorso di espiazione che trova redenzione nell'accettazione e nell'amore di Sonja, incarnazione di una bontà incondizionata. Pubblicato nel 1866, Delitto e castigo è uno dei massimi capolavori della letteratura russa e mondiale, che affonda le proprie radici nella doppiezza della natura umana e nel suo tormentoso viaggio tra bene e male, tra singolo e collettività, tra morale e superbia al limite del divino. Il più celebre romanzo di Dostoevskij ispira e dialoga ancora con il lettore contemporaneo grazie alla complessità del suo ordito narrativo, in cui il tumultuoso intrecciarsi delle vicende viene scandito da innumerevoli colpi di scena, una fine ricerca psicologica e una ricchezza tematica impareggiabile.
La giovane Nora vive all'ombra di un matrimonio di cui non ha mai sperimentato l'essenza in otto anni di convivenza. Ignara del proprio ruolo puramente accessorio ed egoisticamente infantile in una casa che lei crede la sua reggia, destinata però a rivelarsi una prigione d'ipocrisia, Nora andrà incontro a una personale epifania a partire da una vigilia di Natale carica di aspettative, in cui un antico prestito contratto con l'oscuro Krogstad illuminerà la natura dell'amore che la lega al marito e l'abisso che li divide. Forte della rinnovata consapevolezza di non essere niente se non la bambola prediletta, Nora si dichiarerà intenzionata a completare il suo personale percorso di affermazione interiore, alla ricerca di un nuovo senso o forse, solo, di un altro sostegno su cui plasmare la propria vita.
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IL RICHIAMO DELLA FORESTA DI JACK LONDON - LIBERAMENTE
Buck, il protagonista a quattro zampe di questo romanzo, viene venduto ai cercatori d'oro della dura e ostile terra dell'Alaska. Qui è costretto a indicibili fatiche da uomini crudeli e violenti, pronti a sacrificare e piegare a una cieca ubbidienza i loro compagni animali. Ma troverà la forza di sopportare e aiutare Thornton, l'amato-odiato padrone, per arrivare finalmente alla consapevolezza di aver lottato per la propria libertà, che troverà unendosi ai selvaggi indiani. Buck diventa così il simbolo della lotta contro qualsiasi forma di schiavitù.
L'arte della guerra, ispirato agli insegnamenti di Sun Tzu, fu probabilmente scritto nel IV secolo a.C. ed è pertanto considerato il più antico manuale bellico. E ispirato a un unico chiarissimo principio: il modo migliore per essere certi di vincere una guerra è assicurarsi la vittoria ancora prima di cominciare a combattere. Ciò significa studiare l'avversario, i suoi punti di forza e di debolezza; conoscere alla perfezione il terreno di battaglia, ma anche i propri limiti; giocare di sorpresa, con manovre e scelte tattiche inaspettate; e soprattutto contare sulla massima velocità nelle informazioni (che saranno carpite al nemico da un nutrito esercito di spie) e nell'organizzazione delle contromosse. Tutto ciò farà sì che ogni azione abbia la massima efficacia possibile ed eviti inutili stragi. L'arte della guerra è diventato oggi un libro di culto anche per migliaia di manager e dirigenti aziendali.
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CUORE EDIZIONE INTEGRALE DI EDMONDO DE AMICIS - LIBERAMENTE
Amore per la patria, impegno nello studio e nel lavoro, sacrificio, rispetto per i genitori, gli insegnanti e le autorità: questi sono i valori che il libro Cuore difende strenuamente e ha trasmesso a innumerevoli generazioni di ragazzi. Pubblicato per la prima volta a Milano nel 1886, il romanzo si affermò ben presto come il più celebre libro per ragazzi scritto in Italia e uno dei più famosi al mondo, grazie alle traduzioni in moltissime lingue straniere. Quando il libro uscì, l'Italia si trovava di fronte al titanico sforzo di diffondere su tutto il territorio un'unica coscienza nazionale, realizzando inoltre un'unificazione linguistica e culturale che ancora mancava. Ecco che Cuore, con le sue pagine accorate, va letto come ambizioso tentativo di farsi catalizzatore di quel fondamentale processo.
Se si considera la personalità dell'autore e l'estroso argomento, Flatland potrebbe apparire come un capriccio letterario, rampollato semmai nell'otium accademico di un bonario erudito ottocentesco. Potrebbe essere definito un compiaciuto paignion, un esercizio virtuosistico animato dal «gusto minuto, miope, paziente dello svolgimento di un teorema». Eppure, l'operetta di Abbott non è solo questo. Essa si inserisce coscientemente in una precisa tradizione anglosassone, che potrebbe dirsi fantastica, la quale, da Thomas More a Lewis Carroll, configura mondi alternativi che permettono uno sguardo straniato su quello reale e contemporaneo allo scrittore. Spazia, inoltre, tra i generi senza coincidere con alcuno, giacché per lo meno gli andrà anche attribuita la funzione di pamphlet satirico, fine meccanismo di denuncia sociale. In tale contesto, paragonando gli uomini a linee, piani e figure geometriche l'autore lancia la sua critica verso una società statica e piatta, teorizzando l'esistenza di mondi a più dimensioni tutti ancora da scoprire attraverso l'elevazione della mente.
In quest'opera, l'ultima di Nietzsche prima che si abbandoni definitivamente alla follia, il filosofo si rivolge alla propria persona e utilizza la narrazione autobiografica come ingrediente filosofico. L'autore torna su molti dei temi a lui cari, dal ricordo di Wagner alla riflessione su Zarathustra, dall'attacco contro la visione morale e politica del mondo moderno alle invettive contro i tedeschi e i loro vizi.
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SEI PERSONAGGI IN CERCA D'AUTORE DI LUIGI PIRANDELLO - LIBERAMENTE
Luigi Pirandello seppe, forse meglio di chiunque altro, illuminare ed esplorare le angosce, le dissociazioni e i contrasti interiori che lacerano la coscienza e lo spirito della modernità. Nei Sei personaggi in cerca d'autore, questa visione tormentata e schizoide si traduce in un vero e proprio "teatro della mente" nel cui allucinato e straniato spazio scenico la coscienza osserva e tortura ossessivamente se stessa. In altri termini, si traduce nella geniale innovazione del "metateatro", del teatro "su" e "nel" teatro, della rappresentazione che rappresenta se stessa proprio nel momento e all'atto del proprio farsi, del proprio divenire, del proprio prender forma nel tumultuoso groviglio che avvolge e intreccia la vita e la forma, la realtà e la sua ombra, l'esistenza e la maschera, la "vita nuda" e il suo illusorio fantasma.
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L'AVARO DI MOLIÈRE EDIZIONE INTEGRALE - LIBERAMENTE
L'avaro è una commedia in cinque atti, rappresentata per la prima volta il 9 settembre 1668 al Palais-Royal con Molière nel ruolo di Harpagon e Armande Béjart in quello di Mariane, che si ispira all'Aulularia di Plauto. All'inizio non ebbe molto successo, forse per l'insolito uso della prosa in una commedia lunga o per il trionfo pressoché insuperabile dell'opera di Moliére Il Tartuffo. In tutta la commedia l'ilarità è quasi amara, perché l'avarizia vince su tutti i sentimenti: sull'amore filiale, sull'amore paterno e sull'amore romantico. Divertenti sono i dialoghi in cui l'essere avaro è presentato come il sintomo di una malattia. Nonostante l'evoluzione dell'intrigo della pièce, il vizio non viene mai corretto e l'avarizia trionfa fino all'ultima pagina.
Intriso di passioni turbinose come il vento del Nord che spazza la brughiera dello Yorkshire e sibila intorno all'antica casa della famiglia Earnshaw, chiamata Cime tempestose, questo straordinario romanzo racconta con una potente drammaticità la storia di un nucleo familiare diviso da odio profondo, contrasti e rotture insanabili. Tra tutti i sentimenti che si trovano in questo romanzo, l'amore ha un posto di primo piano, lacerante e divampante come il fuoco.
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IL LIBRO DELLA GIUNGLA EDIZ. INTREGALE RUDYARD KIPLING - LIBERAMENTE
Nel cuore della foresta dell'India settentrionale, il piccolo Mowgli viene accolto da una famiglia di lupi che lo educherà alla Legge della Giungla. Sotto la guida del saggio orso Baloo e della pantera Akela, il "cucciolo d'uomo" imparerà a comprendere il linguaggio degli animali, a cacciare e a pensare come loro. Vivrà presso gli umani per un breve periodo di tempo e porterà avanti una lotta atavica contro la malvagia tigre Shere Khan, sua persecutrice fin da neonato. Un romanzo emozionante e avvincente, ricco di avventure, di ironia verso le usanze umane e in grado di esaltare l'amicizia, la fedeltà familiare e il valore dei sentimenti e della libertà.
Pubblicato a Parigi nel 1928, La nemica si configura come un'aspra caricatura dell'infanzia della scrittrice e del rapporto con la madre Fanny. La protagonista del romanzo, Gabri, vive infatti una quotidianità caotica e priva di affetto, nutrendo un sotterraneo rancore per la madre Francine, donna dall'animo volubile e frivolo, completamente concentrata su di sé e sui propri amanti. Quando, però, da bambina scostante e riservata si trasforma in una ragazza affascinante e piena di vita, la giovane ha modo di prendersi le sue piccole rivincite sino ad arrivare alla partita finale con la nemica di sempre. Impareggiabile nello scavare tra le pieghe più nascoste dei suoi personaggi, Irène Némirovsky mette in scena una pièce fatta di cinismo e pietà, relazioni astiose e viscerali, che trova conclusione e liberazione solo nella tragedia finale.