Amore per la patria, impegno nello studio e nel lavoro, sacrificio, rispetto per i genitori, gli insegnanti e le autorità: questi sono i valori che il libro Cuore difende strenuamente e ha trasmesso a innumerevoli generazioni di ragazzi. Pubblicato per la prima volta a Milano nel 1886, il romanzo si affermò ben presto come il più celebre libro per ragazzi scritto in Italia e uno dei più famosi al mondo, grazie alle traduzioni in moltissime lingue straniere. Quando il libro uscì, l'Italia si trovava di fronte al titanico sforzo di diffondere su tutto il territorio un'unica coscienza nazionale, realizzando inoltre un'unificazione linguistica e culturale che ancora mancava. Ecco che Cuore, con le sue pagine accorate, va letto come ambizioso tentativo di farsi catalizzatore di quel fondamentale processo.
Se si considera la personalità dell'autore e l'estroso argomento, Flatland potrebbe apparire come un capriccio letterario, rampollato semmai nell'otium accademico di un bonario erudito ottocentesco. Potrebbe essere definito un compiaciuto paignion, un esercizio virtuosistico animato dal «gusto minuto, miope, paziente dello svolgimento di un teorema». Eppure, l'operetta di Abbott non è solo questo. Essa si inserisce coscientemente in una precisa tradizione anglosassone, che potrebbe dirsi fantastica, la quale, da Thomas More a Lewis Carroll, configura mondi alternativi che permettono uno sguardo straniato su quello reale e contemporaneo allo scrittore. Spazia, inoltre, tra i generi senza coincidere con alcuno, giacché per lo meno gli andrà anche attribuita la funzione di pamphlet satirico, fine meccanismo di denuncia sociale. In tale contesto, paragonando gli uomini a linee, piani e figure geometriche l'autore lancia la sua critica verso una società statica e piatta, teorizzando l'esistenza di mondi a più dimensioni tutti ancora da scoprire attraverso l'elevazione della mente.
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UNO, NESSUNO E CENTOMILA DI LUIGI PIRANDELLO - LIBERAMENTE
Uno, nessuno e centomila (1926) è il romanzo in cui appare in modo più articolato e coerente il pensiero pirandelliano circa la vita e la società, quello cioè che ispira tutta quanta la sua opera, costituendo altresì un'esemplare e attualissima riflessione sulla complessità e sulla drammaticità della condizione umana. Il protagonista, Vitangelo Moscarda, esprime nel suo lungo e talora umoristico monologo la propria tragica vicenda: egli ha infatti scoperto di essere estraneo a se stesso, in quanto viene visto e costruito dagli altri a modo loro, in "centomila" modi; prende così coscienza di non possedere una personalità, bensì tante quante gli altri gliene attribuiscono. Ma chi arriva a scoprire questo, diviene in realtà "nessuno"!
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RACCONTI STRAORDINARI DI EDGAR ALLAN POE - LIBERAMENTE
Ad un passo dall'oscuro sfondo dell'irrealtà, Poe conduce i suoi racconti, pubblicati nel 1839, con stretto rigore analitico e con allucinata fantasia, e vi trasfonde tutta la passione, l'angoscia e il sentimento della sua tormentata vita d'artista. Poe non è per niente uniforme nei motivi delle sue storie e molti sono i temi che egli vi tratta, anche se poi torna con ossessiva insistenza su taluni motivi: dolore, malinconia, terrore, mistero, il tutto filtrato attraverso la sua sensibilità.
Il "Decameron" è l'opera principale del Boccaccio e quella che gli procurò la fama di grandissimo prosatore italiano. Fu composto tra il 1348 e il 1353 nel pieno della maturità artistica dello scrittore. Un gruppo di dieci giovani (tre uomini e sette donne), per sfuggire alla peste diffusasi a Firenze nel 1348, si riuniscono in un luogo appartato e si alternano nel racconto di cento novelle di contenuto e intonazione prevalentemente amorosi. Sono queste le dieci giornate più famose della letteratura italiana.
In quest'opera, l'ultima di Nietzsche prima che si abbandoni definitivamente alla follia, il filosofo si rivolge alla propria persona e utilizza la narrazione autobiografica come ingrediente filosofico. L'autore torna su molti dei temi a lui cari, dal ricordo di Wagner alla riflessione su Zarathustra, dall'attacco contro la visione morale e politica del mondo moderno alle invettive contro i tedeschi e i loro vizi.
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SEI PERSONAGGI IN CERCA D'AUTORE DI LUIGI PIRANDELLO - LIBERAMENTE
Luigi Pirandello seppe, forse meglio di chiunque altro, illuminare ed esplorare le angosce, le dissociazioni e i contrasti interiori che lacerano la coscienza e lo spirito della modernità. Nei Sei personaggi in cerca d'autore, questa visione tormentata e schizoide si traduce in un vero e proprio "teatro della mente" nel cui allucinato e straniato spazio scenico la coscienza osserva e tortura ossessivamente se stessa. In altri termini, si traduce nella geniale innovazione del "metateatro", del teatro "su" e "nel" teatro, della rappresentazione che rappresenta se stessa proprio nel momento e all'atto del proprio farsi, del proprio divenire, del proprio prender forma nel tumultuoso groviglio che avvolge e intreccia la vita e la forma, la realtà e la sua ombra, l'esistenza e la maschera, la "vita nuda" e il suo illusorio fantasma.
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L'AVARO DI MOLIÈRE EDIZIONE INTEGRALE - LIBERAMENTE
L'avaro è una commedia in cinque atti, rappresentata per la prima volta il 9 settembre 1668 al Palais-Royal con Molière nel ruolo di Harpagon e Armande Béjart in quello di Mariane, che si ispira all'Aulularia di Plauto. All'inizio non ebbe molto successo, forse per l'insolito uso della prosa in una commedia lunga o per il trionfo pressoché insuperabile dell'opera di Moliére Il Tartuffo. In tutta la commedia l'ilarità è quasi amara, perché l'avarizia vince su tutti i sentimenti: sull'amore filiale, sull'amore paterno e sull'amore romantico. Divertenti sono i dialoghi in cui l'essere avaro è presentato come il sintomo di una malattia. Nonostante l'evoluzione dell'intrigo della pièce, il vizio non viene mai corretto e l'avarizia trionfa fino all'ultima pagina.
Intriso di passioni turbinose come il vento del Nord che spazza la brughiera dello Yorkshire e sibila intorno all'antica casa della famiglia Earnshaw, chiamata Cime tempestose, questo straordinario romanzo racconta con una potente drammaticità la storia di un nucleo familiare diviso da odio profondo, contrasti e rotture insanabili. Tra tutti i sentimenti che si trovano in questo romanzo, l'amore ha un posto di primo piano, lacerante e divampante come il fuoco.
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IL LIBRO DELLA GIUNGLA EDIZ. INTREGALE RUDYARD KIPLING - LIBERAMENTE
Nel cuore della foresta dell'India settentrionale, il piccolo Mowgli viene accolto da una famiglia di lupi che lo educherà alla Legge della Giungla. Sotto la guida del saggio orso Baloo e della pantera Akela, il "cucciolo d'uomo" imparerà a comprendere il linguaggio degli animali, a cacciare e a pensare come loro. Vivrà presso gli umani per un breve periodo di tempo e porterà avanti una lotta atavica contro la malvagia tigre Shere Khan, sua persecutrice fin da neonato. Un romanzo emozionante e avvincente, ricco di avventure, di ironia verso le usanze umane e in grado di esaltare l'amicizia, la fedeltà familiare e il valore dei sentimenti e della libertà.
Pubblicato a Parigi nel 1928, La nemica si configura come un'aspra caricatura dell'infanzia della scrittrice e del rapporto con la madre Fanny. La protagonista del romanzo, Gabri, vive infatti una quotidianità caotica e priva di affetto, nutrendo un sotterraneo rancore per la madre Francine, donna dall'animo volubile e frivolo, completamente concentrata su di sé e sui propri amanti. Quando, però, da bambina scostante e riservata si trasforma in una ragazza affascinante e piena di vita, la giovane ha modo di prendersi le sue piccole rivincite sino ad arrivare alla partita finale con la nemica di sempre. Impareggiabile nello scavare tra le pieghe più nascoste dei suoi personaggi, Irène Némirovsky mette in scena una pièce fatta di cinismo e pietà, relazioni astiose e viscerali, che trova conclusione e liberazione solo nella tragedia finale.
E la prima delle grandi opere di Tacito, scritta sotto il regno di Nerva, quando sembrava che si stessero armonizzando due aspetti fino ad allora inconciliabili: libertà e monarchia. La narrazione comincia a metà del regno di Galba (gennaio 69) e si ferma purtroppo agli inizi del principato di Vespasiano: il resto è andato quasi tutto perduto. Tra divinità, prodigi e oracoli si avvicendano gli uomini con le loro ambizioni, le loro passioni, le loro miserie, i loro vizi abominevoli e le loro virtù ammirabili; c'è poi l'uomo, che si trova davanti alla storia e al destino: e questa è la vera materia di Tacito, che con grande abilità e verosimiglianza riesce a dipingere i fatti con il calore e l'immediatezza delle cose viste e vissute.